INCONTRI ARPAE 2017


Di seguito i tre incontri che si sono tenuti
presso la Sezione Provinciale del’ ARPAE di Rimini

PRIMO INCONTRO ARPAE 20/10/2017

 
Questa mattina 20 ottobre 2017,alle h. 11,30 nella sede della Sezione Provinciale
ARPAE di Rimini, situata in Via Settembrini n° 17/d, si è tenuto il primo di tre
incontri organizzati su:
“ Il bacino del fiume Marecchia: un territorio da scoprire ”.


 
Il relatore di questa mattina è stato il Prof. Riccardo Santolini biologo, ricercatore 
e Docente di Ecologia presso l’Università degli studi di Urbino.
L’argomento che ha trattato, ha riguardato i “SERVIZI ECOSISTEMICI”
 

 
Le componenti di un ecosistema, cioè i processi e le funzioni che lo costituiscono,
vengono definiti "servizi ecosistemici"
ed hanno senza alcun dubbio un valore pubblico, dal momento che forniscono agli
abitanti di un territorio benefici insostituibili, diretti o indiretti, come acqua, aria,
mantenimento della stabilità del suolo e molti altri ancora.
L’ecosistema è un’ambito in cui componenti non viventi (acqua, aria, suolo) e
componenti viventi (animali, piante) interagiscono fra di loro.
Uno degli aspetti che la ricerca scientifica può mettere in campo in questo
momento è quello di valutare le funzioni ecosis temiche dal punto di vista
qualitativo e quantitativo e quindi fare una valutazione economica in modo tale
che il capitale naturale che non è mai stato valutato nei bilanci economici possa
essere un elemento di valutazione.
La legge 28 dicembre 2015, n. 221 ha indicato le disposizioni in materia ambientale
per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo
delle risorse naturali.
Sono introdotti dei sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali
dove si attende ad esempio siano ricompensati i servizi che prevedano la fissazione
del carbonio delle foreste e dell'arboricoltura da legno, salvaguardia della biodiversità
delle qualità paesaggistiche, utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per
produzioni energetiche.
Il pagamento servizi ecosistemici ambientali PSEA dovrà considerare interventi di
pulizia dell’alveo dei fiumi e dei torrenti e che i beneficiari finali siano i comuni, le
aree protette le organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni.
All’incontro hanno partecipato 11 GEV e 5 Aspiranti GEV del raggruppamento di Rimini.

GEV  Mauro Vanucci

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SECONDO INCONTRO ARPAE 27/10/2017
 

Presso la Sezione Provinciale del’ ARPAE di Rimini, situata in Via Settembrini
n° 17/d questa mattina 27 ottobre 2017, alle h. 11,00 il Dott. Lino Casini
biologo, Referente per il Riminese dell’Ente Gestione Parchi e Biodiversità della
Romagna ha argomentato sul tema “ Rete Natura 2000 ed Aree protette”.
L’antropizzazione cioè l’insieme degli interventi di trasformazione e alterazione
che l’uomo compie sul territorio allo scopo di adattarlo ai propri interessi e
alle proprie esigenze, nel mondo ha ridotto la biodiversità ragione per cui
l’Unione Europea attraverso le Direttive 409/79 denominata “Uccelli” e 43/92
denominata “ Habitat” si è impegnata a realizzare la così chiamata Rete Natura
2000.
In Italia fino a pochi anni fa, le aree protette occupavano il 2% del territorio e a
tutt’oggi si è giunti al 15% mentre la conferenza internazionale sulla biodiversità
di Nagoya ( Giappone) ha previsto che entro il 2020 dovrà essere protetto il 17%
della superficie terrestre ed il 10% delle coste e dei mari.
In Italia ad oggi vi sono oltre 2500 siti Natura 2000 ripartiti tra SIC ( siti di
importanza  comunitaria), ZPS ( zone speciali di conservazione) e SIC-ZPS che
occupano oltre 6,5 milioni di ettari che corrispondono al 21% del territorio italiano.
In Emilia Romagna, sono presenti 158 siti Natura 2000 tra cui 71 SIC, 19 ZPS
e 68 SIC-ZPS che occupano il 12% del territorio regionale pari a 270000 ettari;
vanno aggiunte le Aree protette  ( parchi nazionali  interregionali  regionali, le
aree di riequilibrio ecologico, i paesaggi naturali e seminaturali protetti, le riserve
naturali).
Gli assi fluviali sono i luoghi in cui è concentrata la biodiversità e il SIC lungo il
fiume Marecchia, ha visto censiti ben 157 specie di uccelli.
Nella Provincia di Rimini, sono presenti i SIC di Onferno, Torriana  Montebello
fiume Marecchia, monte San Silvestro, monte Ercole e gessi di Sapigno, Maiano
ed Ugrigno; SIC- ZPS Rupi e Gessi della Val Marecchia, Fiume Marecchia a Ponte
Messa, Versanti occidentali del Monte Carpegna Torrente Messa Poggio di Miratoio.
Nelle aree protette, sono stati censite numerose specie di uccelli tra cui il
rarissimo lanario, il falco pellegrino il biancone l’astore il corvo imperiale, moltissime
nitticole e garzette.
Al convegno hanno partecipato 11 GEV e tre Aspiranti GEV

GEV  Mauro Vanucci
 

 

 

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TERZO INCONTRO ARPAE 10/11/2017

Si è tenuto questa mattina 10 novembre 2017  alle h. 11,00, l’ultimo dei
tre incontri organizzati dall’ARPAE inerente al Bacino del Fiume Marecchia nei suoi
“Aspetti Idrogeologici”.
Relatore è stato l’Ing. Mauro Mastellari della Posizione Organizzativa Unità
Gestione Demanio Idrico SAC ARPAE Rimini.


 

L’Autorità di bacino, esercita le funzioni e i compiti in materia di difesa del suolo
e di tutela delle acque e gestione delle risorse idriche.
Il  Marecchia – Ausa rappresenta nel Riminese, il bacino più importante di
pertinenza dell’Autorità; l’areale cioè l’area geografica in cui si raccolgono
le acque piovane, ha una forma di un rettangolo allungato ed è orientato
verso nord-est.
E’ delimitato a nord dai bacini dell’Uso del Savio e del Tevere a sud dai
bacini del Metauro del Foglia del Conca e del Marano.
Il Marecchia, nasce nel comune di Badia Tedalda in Toscana dall’Alpe della
Luna nei pressi della località di Pratieghi sull’ Appennino Tosco Romagnolo.
Nel suo percorso di 70 Km fino a Rimini, riceve l’apporto di diversi
affluenti tra i quali il torrente Presale, il Senatello, il Mazzocco ,il rio Mavone,
il rio San Marino ed il torrente Ausa.
Per ovviare alla non perfetta circolazione dell’acqua nell’alveo storico che
attraversava il centro storico di Rimini, agli inizi del 1900, il suo tratto
terminale fu deviato tramite un canale di cemento (Deviatore del Marecchia),
che è diventato il percorso principale mentre l’alveo storico, porto canale,
contribuisce solo in caso di eventi di piena più significativi. 


 

Al fine di assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione
e la gestione del patrimonio idrico, si è costituito il Piano di Stralcio di
Bacino per l’Assetto Idrogeologico dove particolare importanza, rivestono
nelle Fasce Fluviali, gli alvei che sono quelle parti del territorio interessate
dal deflusso e dalla navigazione delle acque delimitate dal ciglio di sponda
e le Fasce di pertinenza dei corsi d’acqua che comprendono: a) le
fasce con probabilità di inondazione corrispondente a piene con tempi di ritorno
fino a 200 anni, b) fasce ad alta vulnerabilità idrologica, c) fasce ripariali che
sono l’interfaccia fra la terra ed il corpo acqueo che scorre, d) fasci arginali
cioè superfici che si sviluppano lungo un’ argine.


 

All’interessante incontro a cui per motivi di complessità nel produrre cartografie,
 mappe non è possibile dare  più spazio hanno partecipato 12 GEV del
Raggruppamento di Rimini ed 1 Aspirante GEV.
 
GEV Mauro Vanucci